giovedì 22 marzo 2018

MirAbilmente

Donne e prospettive 
di "differente" bellezza  
 

di Michela Pezzani




Orizzonti variegati e sette donne per sette situazioni di vita reinventata dopo una malattia che non le ha fermate, ma attinge all'opportunità creativa di cui dispongono e oltrepassa le barriere.

Sono le signore  protagoniste della mostra "Diversamente donna" allestita  a Verona nel foyer del Teatro Camploy in occasione dello spettacolo benefico di teatro danza "Felicemente diversi" organizzato  ad offerta libera dalla compagnia Trixtragos con danzatori di tango e tip tap, accompagnati dall'ensemble  dal vivo Musikè(Luca Bissoli al contrabbasso, Eugenia Soregaroli al flauto traverso, Serena Chien al violino). 

L'iniziativa rientra nella  manifestazione  cittadina Ottomarzo femminile plurale 2018  organizzata nel capoluogo veneto e  l'autore degli scatti è il musicista e fotografo Luca Bissoli che ha fatto il ritratto in bianco e nero rispettivamente a Lucia Marotta(Presidente e Fondatrice di A.N.I.Ma.S.S. ONLUS - Ass. Naz. Ital. Malati Sindrome di Sjogren), Maria Elisabetta Villa (fondatrice DBA Italia Onlus),Valentina Bazzani (giornalista), Michela Brunelli (atleta nazionale paraomimpica),  Gabriella Fermanti (Galm Donne), Barbara Checchini (mamma), Nicoletta Ferrari (disMappa),Michela Pezzani (giornalista del quotidiano L'Arena e scrittrice). Con le sue fidate Nikon F 105/2,8 e Hasselblad 180/4,0  Bissoli  ha  voluto  cogliere l'invisibile e realizzare  stampe in bianco e nero su carta baritata ai sali d’argento.



"Il mio obiettivo è stato di cogliere attraverso l'immediatezza dello sguardo la bellezza e  di raccontarla-  spiega Bissoli- e l'elemento chiave è la luce  che rappresenta per me e  per le donne che ho colto nella loro interiorità una  penna che continua a cambiare inchiostro, luce che scrive". 

Insieme a Luca Bissoli espone il fotografo Stefano  Bianchi con sette paesaggi che  sollecitano lo spettatore a guardare oltre per scoprire nuove strade, differenti  opportunità, da vivere nonostante tutto e senza porsi domande su ciò che è accaduto nel passato e ci ha reso differenti dal consueto. Un messaggio di socialità contro la solitudine a cui spesso sono confinati i portatori di handicap affinché l'integrazione non sia un miraggio. 

lunedì 19 marzo 2018

Oltre l'ostacolo

Vittorino Andreoli dice no al  bullismo


di Michela Pezzani




      Lo psichiatra e scrittore ha parlato a 700 studenti all'Auditorium della Gran Guardia a Verona. 
Un'ora e mezza di riflessioni del professor Vittorino Andreoli sul bullismo  è stata condivisa  con attenzione  e ovazioni da 700 studenti delle scuole medie e superiori di Verona, lunedì 4  dicembre dalle 11 alle 12,30 all'Auditorium della Gran Guardia. L'acuto  psichiatra  ha sviscerato il delicato e scottante tema, piaga  sempre più diffuso tra i giovani, con la profonda umanità che  lo contraddistingue,   applaudito dalla calorosa platea  a cui  il luminare, anche scrittore, commediografo e saggista, si è proposto "come un nonno  con cinque nipoti a casa"  ribadendo inoltre più volte "vi voglio bene".



L'incontro ha concluso la quarta edizione del festival "Non c'è differenza" ideato e organizzato dall'attrice e regista Isabella Caserta sul filo conduttore "dell'altro da sè" nel senso di sensibilizzare e sensibilizzarci su  ciò che è diverso e merita tutta l'attenzione e il rispetto possibile tra cui il mondo dell'handicap e del superamento delle barriere mentali e fisiche.

"Non mi sono mai posto di fronte ai problemi giudicando ma  il mio mio compito è comprendere" ha premesso  Andreoli dalla cui profonda analisi dell'adolescente bullo ha tracciato il profilo di "soggetto insicura contro un altro soggetto  ancora più insicuro che non  sa e o non  può difendersi". 

"Sono qui per  darvi dei segnali per riconosere quando qualcuno può esprimersi in termini di bullismo" hai  poi specificato  ricordando che il bullismo è prevalentemente maschile, ma esiste anche al femminile. Ha poi suddiviso  il suo  racconto,  fondato sulla personale esperienza terapeutica, in  tre capitoli: i segni superficiali e profondi del bullismo, la differenza tra bullismo individuale e di gruppo (stigmatizzando  la pericolosità del branco  dominato dal leader) e il cyber bullismo tramite computer e cellulari. 

L'elemento chiave emerso dal ragionamento è stato comunque il dolore, sia in chi  domina e affligge il prossimo che in chi subisce. 

"Il bullo ha in sé una sofferenza mascherata che si traduce in prevaricazione per soddisfare il proprio narcisismo e rifuggire le proprie debolezze  proiettandole sulla vittima designata che non odia ma diventassi strumento funzionale" ha aggiunto Andreoli mettendo in guardia la platea sui rischi provocati dal fenomeno.

"Non dovete  però resistere al bullismo ma farvi  aiutare- ha concluso- e questo aiuto non è solo per la vittima ma anche per il bullo. Occorre chiedere aiuto subito, sempre. Affidatevi, in chi credete veramente, i vostri genitori, i vostri insegnanti, gli psicologi, la Polizia. Il bullismo inoltre è diffuso anche nel mondo degli adulti e si chiama potere".