martedì 14 febbraio 2017

Buona la Notizia

Bacio non solo
a San Valentino

Oltre che per il cuore in senso amoroso è un toccasana per la salute, alza le difese immunitarie e… fa dimagrire.

di Michela Pezzani

Non è “soggetto” soltanto di materia sentimentale o pittorica, vedasi il celebre dipinto di Gustav Klimt, ma persino la medicina moderna, prove e test alla mano, lo ha consacrato, poiché non fa bene soltanto al cuore, ma a tutta la persona in senso fisiologico: abbassa le difese immunitarie, migliora l’umore, preserva i denti dalla carie, accresce l’autostima, fa dimagrire, riduce la pressione arteriosa, stimola la buona circolazione sanguigna.


Cos'è?
Il bacio.
Apostrofo rosa fra le parole t’amo per Cyrano de Bergerac” Et qu'est-ce qu'un baiser? Une apostrophe rose entre les mots je t'aime, un secret dit de sa bouche”… legame tra due esseri umani, qualcosa di intimo, rivelatore, esaltante, dichiarante. Dall'antropologia alla filosofia il bacio fa bene alla salute,soavità degli aliti di rigore, ed è un simbolo onnipresente per estendersi anche all’arte, alla musica, alla pittura come manifestazione carica di emozione e passione. Parte portante del rito nuziale, dopo la frase vi dichiaro “marito e moglie”, lo sposo nell’iconografia più classica alza il velo alla neo consorte e all'invito del prete la bacia,sulla bocca. Anche la poesia, la musica, la fotografia e il cinema hanno narrato l bacio in tutte le sue forme e come recentemente testimonianza della Settima Arte non possiamo dimenticare la lunghissima scena finale di Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore quando scorre sul grande schermo la carrellata di baci celebri tra attori e attrici in vari ruoli drammatici o sentimentali cristallizzati in un’unica sequenza sottolineata da una colonna sonora memorabile.
Un bacio lungo come il mio esilio e dolce come la mia vendetta” lo definì il drammaturgo William Shakespeare,ma insomma cos'è questo bacio? “E’ ciò che lo fanno essere gli uomini e le donne, rispondono i sociologi ed uno vero, di baci s’intende, come si dice alla francese, fa convergere desiderio, amore , tenerezza e fiducia reciproca ed ha subito poche modifiche da quando fu scoperto, visto che gli ingredienti base sono l’istinto e la fantasia. Nulla è più soggettivo di un bacio, comunque,e per chi è curioso però di vedere di persona cosa scrivono i manuali sull'argomento, si possono consultare due curiosi e divertenti libelli, o meglio best seller , il primo dal titolo “L’arte di baciare”, una ristampa di un volumetto del 1936 e il secondo “Come baciare con sicurezza”. Ma come si bacia insomma, visto che esiste chi pretende di scrivere addirittura dei vademecum in materia? Ricapitoliamo i punti essenziali: ammesso che il bacio in stile francese sia la meta dei due fortunati, ci si deve arrivare per gradi secondo precisi dettami. La gentilezza del primo contatto non deve durare più di sette secondi, quindi segue l’abbraccio e l’apertura delle bocche, per passare poi all'impegno delle lingue. Il bon ton però si raccomanda di non esibirsi sull'altare in un bacio d’oltralpe! Meglio preservarlo per il banchetto nuziale, quando sarà “chiamato” a gran voce da parenti e amici… o ancor meglio alla notte di nozze…e chi se ne importa se non è la prima! Ma vediamola ai raggi x questa fusione delle labbra e dell’anima citando alcuni nomi di dispensatori di baci, i divi del cinema che ne furono maestri, come Laurence Olivier, Greta Garbo, Rodolfo Valentino, Vivien Leight, Clarke Gable, Merle Oberon, Amedeo Nazzari, Grace Keelly, Cary Grant (e la lista è lunga…) , maestri della “artis baciandi” che diedero lezione a intere platee e trasformarono l’attimo in eternità. Anche Giove, facendo un salto indietro nella mitologia, quando rapì Ganimede ebbe in mente di portarsela fra le nuvole e di baciarsela per tutta la notte e cosa dire poi del poeta tedesco Heine e del suo concetto che si rifà alla Creazione e al significato del “Tutto”inteso come divino? “L’anima che Iddio quando la creò, di sé pago, la baciò”. Ecco il verso. Ma se vogliamo rubare una battuta all'umorismo inglese, si sappia che gli anglosassoni definiscono il bacio una faccenda curiosa che…”a una persona sola non serve e per due è una benedizione. Ma l’uomo, deve sempre mentire per averlo”.
Il primo bacio non si scorda mai” dice il noto proverbio e finiamo la panoramica con alcune scene “cult” tenendo presente che a Hollywood vigeva una sorta di statuto sul set in quanto al bacio: in un testo dell’epoca si legge infatti che …l’eroe potrà, al contrario dell’eroina che resiste al peccato senza sforzo, venire tentato di baciare sul serio, a patto di non cedere. Se cede dovranno seguire il rimorso, lo sbalordimento e la penitenza prima che gli occhi di lei si illuminino”. Che dire…di certo i tempi sono cambiati e queste parole fanno ridere, eppure non troppo tempo fa si ragionava così.

Ma veniamo ai fotogrammi di cui si accennava. Il primo è un congiungimento di labbra indimenticabile, da copiare, quello tra Burt Lancaster e Debora Kerr in Da qui all’eternità del 1953: seminudi in costume, stesi sulla rena bagnata in riva al mare , con le onde che lambiscono loro le gambe, i due innamorati si lasciano andare e le parole non servono. Il secondo è il bacio tra Mary Irwin e John Rice nel movie “The Kiss”, un momento intenso che fece correre brividi in platea. Ma il terzo, quello da antologia e da incorniciare, è il bacio più lungo della storia del cinema, in Notorius di Alfred Hitchcock, tra Ingrid Bergman e Cary Grant: un mito che ancora oggi fa sognare ed è stato clonato da molti attori moderni senza ottenere il risultato di quel fantastico ed inimitabile ciak, così come altrettanto inimitabile è il bacio rubato del fotografo francese Robert Doisneau che ha fermato il tempo in un clic.

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